Golden Goose Camoscio

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Purtroppo per essere rispettati bisogna avere più di 40 anni”. Di recente è stata annunciata la sua collaborazione a una collezione disegnata per H Una nuova generazione si sta facendo largo nel mondo della moda e ciò che Rousteing ha capito è che la comunicazione e l’innovazione sono la chiave per far rimanere Balmain un marchio di successo. Se una volta era appannaggio unicamente di un’élite esclusiva, ora Balmain sta diventando un nome conosciuto tra la Generazione Y, il che conferisce solide prospettive al futuro del marchio.

Per la ricchissima indiana, appartenente a una delle famiglie pi ricche al mondo, l sarebbe quello di unire il marchio tedesco Escada, rilevato tre anni fa, con La Perla, aumentando le sinergie commerciali tra i due brand. Da ricordare che la bellissima imprenditrice appartiene appunto a quella dinastia dell che di recente ha allargato i suoi interessi in Italia con l dell Ma, a differenza del resto della famiglia, Megha Mittal ha preferito concentrarsi sul fashion. Ora punterebbe appunto, secondo i rumors, a rilevare da Silvio Scaglia, il fondatore di Fastweb, il brand La Perla.

508KbAbstractGli obiettivi di questi lavori sono due: lo studio della struttura dell’infiorescenze di alcune specie provenienti da un arrenatereto poco concimato, mettendolo in relazione alla di seme e alla quantità di tale produzione. Secondo obiettivo, ma scopo principale, di tale lavoro è capire se vi è la possibilità d’utilizzo di seme proveniente da ecotipi locali , reperibili in prati e pascoli montani, per gli interventi di ripristino , anziché utilizzare semi di tipo commerciale che possono contaminare e danneggiare l’equilibrio dell’ambiente locale. Le specie oggetto di studio sono state nove, appartenenti a diverse famiglie: Poaceae (Festuca rupicola, Anthoxanthum odoratum, Poa pratensis), Fabaceae (Vicia cracca, Lathyrus pratensis, Onobrychis viciifolia), Asteraceae hispidus), Rubiaceae (Galium verum), Plantaginaceae (Plantago lanceolata).

Dai palchi internazionali al grande schermo il passo è breve: schiere di dive fasciate di nero, Audrey by Givenchy in testa, subito seguita da Marilyn, negli anni aurei di Hollywood accendono desideri destinati a richiamare un plotone di seguaci. Chi non ricorda, poi, l’inquietudine borghese intrappolata nell’abito con il colletto bianco di Catherine Deneuve in “Belle de Jour” di Buuel? O la sensualità pericolosa, complice un filo di perle, di Nikita nell’omonimo cult di Besson? Ma il little black dress è anche termometro dell’emancipazione: asso nella manica del New Look di Dior, nei Sessanta Courrèges lo accorcia a vista d’occhio, negli Ottanta è l’uniforme delle donne in carriera e Azzedine Alaa lo trasforma in scultura tutt’uno con il corpo femminile. E ancora il minimal di Michael Kors, gli azzardi in pvc di Thierry Mugler L’elenco è infinito.

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